S.Giovanni Gemini (AG). Calci e pugni in testa alla moglie incinta poi le ruba il cellulare: 36enne allontanato

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Una donna di San Giovanni Gemini, sarebbe stata picchiata, maltrattata e derubata del cellulare dal marito, che non accettava la fine della loro relazione: il gip l’ha indagato e allontanato dalla donna

Immagine di repertorio

L’indagine coordinata dal pubblico ministero Gloria Andreoli, è stata avviata a seguito della denuncia presentata dalla donna che ha raccontato di essere stata maltrattata per anni, anche durante la gravidanza, dal marito, un trentaseienne di San Giovanni Gemini, che l’avrebbe picchiata con pugni, calci, lanciandogli addosso pure degli oggetti ed in un’occasione l’avrebbe anche rapinata del cellulare. Il tutto sarebbe avvenuto in presenza dei figli.

La causa scatenante di tanta violenza sarebbe imputabile alla gelosia e alla incapacità del 36enne di accettare la fine della loro relazione.

Secondo quanto al momento raccolto dagli inquirenti, l’episodio più grave risalirebbe al 20 febbraio scorso, quando l’uomo, dopo diversi mesi di assenza dall’abitazione coniugale, sarebbe tornato e dopo avere sfondato la porta di ingresso, avrebbe aggredito la moglie, colpendola con un violento pugno alla testa, che le ha provocato un trauma alla fronte. Infine 13 marzo scorso il 36enne l’avrebbe addirittura rapinata del cellulare con violenza e sempre secondo il suo racconto, la donna sarebbe stata strattonata e afferrata per le braccia e per i capelli.

Il gip Stefano Zammuto del Tribunale di Agrigento alla fine dell’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale l’indagato, assistito dal difensore, l’avvocato Teresa Alba Raguccia, si è avvalso della facoltà di non rispondere, gli ha imposto di tenersi distante almeno 500 metri dalla donna. L’accusa nei suoi confronti è di maltrattamenti, lesioni aggravate e rapina.


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