Salute & Benessere. Cancro al colon: individuare le lesioni precancerose con la colonscopia

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L’unico modo di prevenire realmente il cancro al colon è individuare le lesioni precancerose


In tal senso la ricerca del sangue occulto nelle feci ha un’efficacia relativa, e molti sono i casi di falsi negativi, cioè di esame apparentemente normali in soggetti, però, affetti dalla patologia.

La colonscopia, esame endoscopico che permette al medico di visualizzare la superficie interna del colon, rappresenta il gold standard per lo screening di questo tipo di neoplasia, in quanto consente l’identificazione e la rimozione in tempo reale di eventuali lesioni precancerose.

Secondo le nuove linee guida internazionali, che prima prevedevano di effettuare la prima colonscopia di prevenzione all’età di 50 anni, è meglio anticipare l’esame a 45 anni.  La decisione prende spunto dal fatto che questo tipo di neoplasia appare in deciso aumento fra i giovani adulti.Anche la stella di Hollywood Will Smith si è speso per una campagna d’informazione in merito. “Dicono che non riuscirò mai a raggiungere 50 milioni di follower su IG senza pubblicare il mio sedere. Così, eccomi qua”. L’attore americano, qualche tempo fa, ha pubblicato il video della colonscopia alla quale è stato sottoposto in una clinica di Miami. Will Smith ha scherzato anche con il suo medico dicendo: “Lui è il Martin Scorsese del mio sedere”. Dietro il sorriso di questa personalissima clip, c’è il messaggio sociale che Will Smith ha deciso di inviare ai suoi follower: quello alla prevenzione.

Il messaggio è importantissimo: la prevenzione salva delle vite.

Peraltro le previsioni di un’analisi del Dana Farber Cancer Institute non portano buone notizie: entro il 2030 i tumori del colon e del retto raddoppieranno fra le persone sotto i 50 anni di età, diventando la principale causa di morte per cancro in quella fascia d’età.

Uno studio americano conferma peraltro l’efficacia della colonscopia come strumento di screening per il cancro del colon-retto: la procedura riduce l’incidenza del tumore e i decessi causati dalla neoplasia, portando ad una riduzione del 61% della mortalità legata questa malattia.

La ricerca, pubblicata su Annals of Internal Medicine, è firmata dagli scienziati dei dei Veterans Affairs (VA)-Centers for Medicare & Medicaid Services.

“Le nostre stime di riduzione della mortalità legata al cancro del colon-retto sono simili a quelle di setting sanitari diversi, il che supporta la validità delle nostre scoperte”, affermano gli autori dello studio, coordinati da Charles J. Kahi, del Roudebush VA Medical Center e dell’Indiana University di Indianapolis.

“Questi risultati confermano che l’esecuzione di colonscopie e lo screening per il cancro del colon riducono la mortalità legata a questo tumore e migliorano gli outcome dei pazienti”, ha commentato Jeffrey Meyerhardt, direttore del Gastrointestinal Cancer Center presso il Dana-Farber Cancer Institute di Boston, non coinvolto nello studio.

Lo studio ha dimostrato che la colonscopia si è associata a una riduzione della mortalità legata al tumore del colon-retto di circa il 60% nel sistema sanitario VHA, anche se la riduzione è stata meno pronunciata nei tumori del colon destro. Proprio per questo tipo di patologia, che spesso è asintomatica fino ad un grado di malattia avanzato, lo screening appare una delle poche armi per ridurre la mortalità.

Lo strumento impiegato per effettuare quest’esame è un fibroendoscopio lungo, sottile e flessibile, del diametro standard di 13 millimetri. Dallo strumento, che possiede una fonte luminosa sulla sommità, si ottiene un’immagine, che viene proiettata su un video da un fascio di fibre ottiche oppure da una microtelecamera

La colonscopia è in grado, quindi, di fornire una visione diretta del grosso intestino, con precisione e dovizia di dettagli superiori rispetto a un esame radiologico. Inoltre, attraverso il tubo endoscopico possono transitare diversi strumenti (pinze, cateteri con aghi iniettori, anse, forbici per fili di sutura, dilatatori, sonde per l’elettrocoagulazione, cestelli di recupero), sostituibili a piacimento durante la seduta colonscopica senza dover estrarre l’apparato principale, che permettono al medico di effettuare sul momento il prelievo di frammenti di tessuti in maniera assolutamente indolore, di tamponare eventuali sanguinamenti e di eliminare anche piccole lesioni tumorali (i cosiddetti polipi).

La colonscopia, quindi, può essere al tempo stesso un esame diagnostico ed un metodo di trattamento immediato, appena scoperta la lesione.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.

 


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Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.