Salute & Benessere. I raggi UVC del sole uccidono il covid? Ecco i risultati degli studi degli esperti


Una nuova ricerca dell’Università di Milano fornisce dati incoraggianti ma invita anche alla prudenza

Con l’arrivo della bella stagione i casi di COVID sono in discesa, dato che replica quanto accaduto lo scorso anno. In tal senso il dato stagionale è chiarissimo, considerato che l’anno scorso la campagna di vaccinazione non aveva ancora preso il via.

La spiegazione di questo fenomeno giunge da uno uno studio dell’Università degli Studi di Milano, dal titolo “UV-A and UV-B Can Neutralize SARS-CoV-2 Infectivity”, pubblicato in preprint su medRxiv.

È importante premettere cosa si intenda per preprint: si tratta di un lavoro con dati definitivi ma per il quale manca la revisione di esperti esterni che ne analizzino tutti i passaggi e facciano emergere eventuali errori.
In ogni caso l’importanza dello studio è indubbia: secondo gli scienziati italiani non sono tanto le temperature in aumento a “proteggere” dal virus, quanto i raggi solari.

Non si tratta del primo lavoro da cui emerge il ruolo fondamentale dei raggi ultravioletti: gli stessi ricercatori, infatti, lo scorso anno avevano individuato nei raggi UVC la capacità di uccidere il virus. Però queste radiazioni solari non raggiungono mai la Terra, in quanto il loro passaggio viene ostacolato dallo strato di ozono presente nell’atmosfera. Peraltro gli UVC sono estremamente pericolosi per l’uomo, tanto che i macchinari per sterilizzare gli ambienti utilizzando questi raggi, nati successivamente alla ricerca dello scorso anno, dovevano essere messi in funzione in assenza di persone.

La svolta di quest’anno, quindi, è stata la scoperta che anche i più comuni UVA e UVB possono inattivare il virus.
Si tratta dei comuni raggi solari che arrivano fino a noi, grazie ai quali la nostra pelle si abbronza.
Quindi una tintarella sulla spiaggia, ma anche un pranzo all’aperto o una passeggiata sotto il sole sono momenti in cui i contagi avvengono con più difficoltà.
Come si è arrivati alla scoperta?

Gli astrofisici hanno posizionato una fonte capace di fornire in modo distinto i diversi raggi solari (solo gli UVA o gli UVB o gli UVC) sotto una cappa per esperimenti dove erano state posizionate delle cellule polmonari. Queste sono state infettate con il virus, sia con una dose massimale, quindi molto più alta di quella che si ha in un soggetto affetto da COVID, che con una dose capace di provocare una malattia severa.
In entrambi i casi l’irraggiamento con UVA e UVB ha inattivato il virus.

Nel concreto, è stato dimostrato come i raggi ultravioletti possano rendere inattivo il virus nell’arco di un solo minuto. I tempi possono anche ridursi a qualche decina di secondi nel caso in cui ci si trovi al mare, grazie all’effetto riverbero. Insomma, stare al sole riduce le probabilità di contagio.

Ma quali sono le applicazioni pratiche?

La scoperta potrebbe portare a sterilizzare ambienti e oggetti utilizzando i comuni raggi solari al posto dei più pericolosi UVC. tilizzare i raggi UVB sarebbe più semplice perché siamo abituati ad essi, basterebbe montare negli ambienti da sterilizzare delle comuni lampade solari .

Il sole uccide il virus, ma non basta

Le notizie che giungono da altre parti del mondo, però, evidenziano come le conclusioni degli scienziati italiani non ci mettano completamente al riparo dal virus e il sole non possa essere considerato l’unico elemento in gioco.
In India e in Brasile, infatti, proprio durante i mesi più caldi si sono verificati moltissimi contagi.
In India, l’esplosione dei contagi è stata determinata dalle feste religiose (con i relativi bagni nel fiume sacro, il Gange) e dalla presenza dei monsoni, con rannuvolamenti nel cielo che avrebbero “velato” i raggi.
In Brasile, verosimilmente, si paga ancora la politica lassista di Bolsonaro.

La conclusione degli scienziati italiani, quindi, è che il sole ha un ruolo molto importante, ma è anche fondamentale che prosegua la campagna di vaccinazione, che si utilizzino le mascherine e si adottino comportamenti responsabili.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.