Salute & Benessere. Sclerosi multipla: la speranza arriva dall’intestino?


Prende sempre più piede la convinzione che la sclerosi multipla (SM) non sia provocata ad un solo fattore, bensì da una serie di concause, sia genetiche che ambientali


Fra i fattori che possono influenzare la patogenesi o il decorso della sclerosi multipla un ruolo particolare potrebbe essere giocato anche dal microbiota intestinale, l’enorme comunità di microbi che popolano il sistema digerente.

Si è infatti fatta strada l’ipotesi che il processo autoimmune possa svilupparsi nella periferia e sia innescato da fattori ambientali in individui geneticamente predisposti, eun possibile ruolo in tutto questo potrebbe essere proprio quello giocato dal microbiota che, nelle persone affette da SM è diverso da quello delle persone sane.

Nel decorso clinico della sclerosi multipla gli scienziati hanno osservato una variazione della composizione del microbiota dell’intestino, cui gli esperti di riferiscono come disbiosi. È stato allora ipotizzano che la presenza di alcune specie microbiche potrebbe interferire con il normale funzionamento del sistema immunitario, per cui sono nati alcuni filoni di ricerca con lo scopo di capire se e in che modo sia possibile agire sul microbiota intestinale e influenzare il decorso della sclerosi multipla.

L’ipotesi dei ricercatori è che queste variazioni quali-quantitative del microbiota, nelle persone con SM, potrebbero avere un effetto pro-infiammatorio e disregolatorio nei linfociti umani.

Alcuni studi infatti hanno dimostrato che il microbioma intestinale (l’insieme del patrimonio genetico del microbiota) modulerebbe le risposte immunitarie innate e adattative, mediante cambiamenti quantitativi o qualitativi del microbiota stesso. Questi cambiamenti porterebbero a variazioni nello sviluppo e nella funzione del sistema immunitario e, come conseguenza, a una diversa interazione tra microorganismi e sistema immunitario stesso.

Per esempio, in laboratorio modelli sperimentali privi di microbiota e successivamente ricostituiti da microbiota naturale mostrano una riduzione della risposta infiammatoria, un aumento della sopravvivenza dopo l’infezione da virus influenzale e una maggiore resistenza ai mutageni.

Partendo dai risultati che arrivano da queste ricerche, attualmente sono allo studio diverse strategie che cercano di capire se agendo sul microbiota intestinale si possa influenzare il decorso della sclerosi multipla.
Per esempio, alcuni gruppi sono al lavoro per valutare come le modifiche dietetiche (in particolare la restrizione calorica) che hanno delle ricadute significative sul microbiota intestinale possano influenzare la frequenza delle ricadute.

Nel 2018 sulla rivista Cell Metabolism uno studio-pilota condotto sull’essere umano dimostrava come il digiuno potesse indurre una ridotta produzione di globuli bianchi, una riduzione di fattori infiammatori e un aumento dei livelli circolanti di cortisolo e adiponectina (fattori anti-infiammatori). In particolare, è stata osservata una riduzione delle cellule infiammatorie del sistema immunitario e un aumento delle cellule regolatorie nell’intestino. Inoltre, il digiuno avrebbe indotto anche alcune modifiche nella diversità batterica intestinale.

Un altro filone di ricerca nel campo è quello degli studi che valutano se il trapianto fecale di microbiota possa influenzare il decorso della malattia. In un trapianto fecale il materiale proveniente da donatori sani viene trasferito al tratto gastrointestinale dei riceventi, nell’ipotesi che possa essere efficace per il trattamento di malattie associate alle alterazioni del microbiota, come si suppone anche per la sclerosi multipla.

L’ipotesi è che il ripristino di una normobiosi (ovvero di una popolazione microbica normale, non alterata) rappresenterebbe il primo passo per risolvere lo stato infiammatorio.

I risultati degli studi in corso permetteranno di valutare prima di tutto la sicurezza di questa tecnica nelle persone con SM e successivamente di capire se il trapianto fecale sia in grado di migliorare lo stato della malattia.

Salute & Benessere è una rubrica medica a cura del dott. Accursio Miraglia.


Pubblicato da Accursio Miraglia

Accursio Miraglia, nato a Sciacca il 27-12-68 Nel 1994 Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma – Policlinico Gemelli) Nel 1998 Specializzazione con Lode in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria), Università di Tor Vergata (Roma) Dal 1998 al 2006 partecipa a numerosi corsi di aggiornamento organizzati dall’Accademi Italiana di Medicina Manuale Dal 1998 al 1999 Assistente medico, responsabile area riabilitativa Casa di cura "Villa Fulvia", Roma Dal 1999 ad oggi Direttore Sanitario del Centro di Educazione Psicomotoria s.r.l, centro di fisioterapia accreditato presso il SSN Dal 2009 è consulente tecnico d'ufficio presso il Tribunale di Sciacca e gli uffici del Giudice di pace di Sciacca, Menfi e Ribera. Dall’anno accademico 2014-2015, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 2015 ricopre il ruolo di docente presso il “Corso-Teorico pratico di Medicina Manuale” organizzato dalla SIMFER (Società Italiana di medicina Fisica e Riabilitativa) con la collaborazione Società Italiana di Medicina Vertebrale (MEDVERT) e le Università “la Sapienza” e Tor Vergata” di Roma.